Storia del Golden retriever


Dudley Coutts Marjoribanks, poi barone di Tweedmouth (29 Dicembre 1820 – 4 marzo 1894), era un uomo d’affari scozzese, con interessi anche nella politica, ma soprattutto una grande passione per i cani e la caccia.

Seconda metà dell’Ottocento. Lord Tweedmounth sta assistendo allo spettacolo di un circo russo, dove si esibiscono anche alcuni pastori russi, che svolgono eccezionali esercizi di agilità e riporto. Il Lord rimane basito dalla loro destrezza e dalla facilità con cui eseguono gli ordini, tanto che tornando a casa, nella sua tenuta di Guishacan, continua a ripensare a quelle evoluzioni: e lo stesso nei giorni a venire e così anche durante le battute di caccia. Nella sua testa inizia a farsi avanti un pensiero: creare una nuova razza.

I fattori stimolanti

golden-e-cacciatoreVerso la fine dell’Ottocento le armi da caccia stavano cambiando. Infatti fino a quel periodo si usavano i fucili ad avancarica, che erano molto lenti, ma con l’avvento delle nuove armi a cartuccia cambiano anche le modalità di caccia: i cacciatori cominciano a procedere affiancati in linea e il momento del recupero delle prede viene progressivamente spostato alla fine della battuta; si rendeva quindi necessario un recupero molto più rapido che in precedenza e, di conseguenza, cani più veloci e intelligenti, capaci – specialmente – di addentrarsi nei corsi d’acqua della zona, così da recuperare la selvaggina con maggiore celerità.

Le razze dapprime impiegate (ossia il Water Spaniel – razza oggi estinta – il Setter e il Wavy-Coated) non erano più adatte alle nuove esigenze di caccia che andavano imponendosi. Lord Tweedmounth cominciò a pensare a degli accoppiamenti fra cani diversi ma con peculiarità simili, per dare vita a una nuova razza con caratteristiche d’intelligenza, forza e versatilità, ma anche affiatata con l’uomo. La storia del Golden Retriever non iniziò con l’acquisto dal circo dei pastori russi, contrariamente a quanto si è pensato per circa novant’anni. La storia del Golden inizia in questo momento.

La scoperta dei diari

I registri ritrovati nel 1952 da Lord Ilchester, pronipote di Lord Tweedmounth, smentirono definitivamente la favola che il Golden Retrivier discendesse dai pastori russi: i registri raccontano tutta un’altra storia, fatta di passione, intelligenza e tenacia. La vera storia fu rivelata per la prima volta da un articolo sulla celebre rivista “Country life”. Successivamente, si deve dare merito a Elma Stonex, futura presidente del Golden Retriever club, della definitiva ricostruzione della verità storica e della sua ufficializzazione: Elma si dedicò per molti anni allo studio dei diari, ricomponendone la narrazione; il Lord era molto preciso nella sua scrittura e annotava meticolosamente tutti gli incroci, le cucciolate, i nomi dei cani etc.

La selezione ha inizio

1868: Lord Tweedmouth possiede Nous, un Wavy-Coated giallo. Il Wavy (progenitore dell’attuale Flat-Coated Retriever) era un cane da riporto a pelo ondulato, proveniente da incroci con i St. John di Terranova e Setter inglesi. Il Lord aveva acquistato Nous qualche anno prima, da un ciabattino di Brighton, che a sua volta lo aveva comprato da un certo Lord Chichester.

Lord Tweedmounth fa accoppiare Nous con Belle, una Tweed Water Spaniel (una razza ormai estinta originaria dei rilievi di Tweed – da ciò il nome – i cui cani, a loro volta discendenti da cani delle zone costiere, avevano pelo riccio e resistente all’acqua).

Da Nous e Belle nascono quattro cuccioli: due di essi, poi chiamati Cowslip e Primrose, sono tenuti dal Lord, mentre dei restanti due la femmina, Ada, viene donata al conte di Ilchester e andrà a fondare la linea Melbury, il maschio, Crocus, viene dato al figlio di Lord Tweedmounth, Edward.

Cowslip fu usata per diversi accoppiamenti, e sua figlia Topsy accoppiata con Sambo, un Wavy da cui nacque Zoe, un’altra femmina.

Nel 1875 Cowslip viene accoppiata con il Setter rosso di Lord Tweedmounth: solo i cuccioli Jack e Jill, rispettivamente maschio e femmina, sono tenuti. Quindi nel 1884 sono incrociati Jack e Zoe, da cui nascono dei cuccioli gialli: tra questi un maschio, Nous ll, e una femmina, Gill ll; Gill II viene poi accoppiata a sua volta con un Wavy nero: dall’unione nasceranno dieci cuccioli neri. Di questi cuccioli neri, la femmina Queenie è accoppiata nel 1889 con Nous ll: nascono Prime e Rose, due femmine di Retriever di colore giallo, le ultime menzionate nei diari.

albero genealogicoLa diffusione della razza

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Mrs Lady Aberdeen

Dopo le prime selezioni ad opera di Lord Tweedmounth iniziò la diffusione della razza, grazie anche al contributo di alcuni pionieri che si appassionarono al Golden. La figlia di Lord Tweetmounth, Lady Aberdeen si trasferì in Canada, insieme al fratello Archie, portando con sé Lady, una Golden probabilmente figlia di Prime o di Rose – o addirittura di una delle sue figlie -, che registrò presso lAmerican Kennel Club nel 1894. Lady è stata la prima Golden registrata in assoluto, ben prima dei Kennel inglesi.

Archie portò anche alcuni Golden in Texas.

Questo passaggio è molto importante perché dalle linee di Lady nacquero i famosi Golden Culham Brass (1904) e Cuhlam Cooper (1908), di proprietà di Lord Lewis Harcout, amico di famiglia e compagno di caccia di Lord Tweedmounth. Lord Lewis Harcout ritirò i primi cuccioli da Guisachan e li allevò nella sua tenuta di Nuneham Park, Oxford. I nomi dei cani sono probabilmente legati a quelli delle sue tenute o di quelle zone.

Con Lord Harcourt inizia un altro capitolo della storia del Golden: il nobiluomo infatti comincia a presentare i cani alle mostre e all’esposizione Cruft’s (famosa Expo inglese) vince dal 1908 al 1912. Dai Culham derivano il 99% delle linee degli attuali Golden.

Molti si appassionarono ai Golden presentati nelle esposizioni da Lord Harcourt: fra questi Mrs. Winifred Charlesworth, che divenne una delle più grandi estimatrici della razza, se non la più grande, dedicando ai Golden 44 anni della propria vita. La signora Charleswort aveva capito per prima che i Golden erano cani veramente completi e cercò, con tutte le forze, di portare avanti questa dottrina presso i cinofili dell’epoca, anche se allora molti non capirono. Il tempo poi le diede ragione. Nel 1911 la Charlesworth iniziò a scrivere lo standard della razza, istituendo anche il “Golden Retriever Club of England”, e selezionò un “nuovo ceppo” con il mantello piatto, di colore fra ruggine e mogano: questi Golden erano più leggeri e quindi più agili ed efficenti rispetto a quelli di Lord Harcourt dal pelo ondulato. La Charleswort riuscì poi a far riconoscere la razza Golden dal Kennel Club inglese con il nome di “Golden of Yellow Retriever” (prima di allora i Golden erano considerati una variante dei Wavy Coated, ovvero Wavy-coated gialli). L’ ammissione al Kennel fu anche merito dei numerosi premi vinti, come dalla cagna Vixie nel Field trial (prove di caccia artificiali).

Un altro pioniere della nuova razza fu il Conte Shrewsbury che nella sua tenuta “Ingestre” nei pressi di Stafford allevò i Golden con passione: qui nacquero i famosi cani Scamp, Tyne e i loro figli Yellow Nell e Beena.

Si può quindi a ragione affermare che i tre allevamenti Culham, Noramby e Ingestre sono stati i primi e più importanti per la diffusione della razza; intorno agli anni 20 altri allevamenti fiorirono, come Abbots, Otterhsaw e Heydown.

Golden Retriever: il nome

In quegli anni la razza si stava affermando, ma ancora le mancava qualcosa: un nome, un nome che potesse dare una descrizione coincisa di quello che questi fantastici cani erano. Nel 1920 venne finalmente adottato il nome di Golden Retriever, nome per la verità coniato qualche anno prima da Lord Harcourt e che ebbe poi il giusto riscontro fra i cinofili del Kennel Club inglese.

La diffusione in America e Canada

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i protagonisti della storia del Golden, dal basso il famoso Golden Culham Brass, al centro lord Tweedmouth, da sx Lord Hartcout, sopra il figlio di twwedmounth Archie, a fianco al centro il colonnello Samuel Mogoffin e Mrs. Winifred Charlesworth

Negli anni ’30 il Golden iniziò a diffondersi anche in USA e in Canada, a seguito del primo viaggio di Lady, la Golden dei figli di Lord Tweedmounth, intorno alla fine dell’Ottocento.

Nel 1925 venne registrato il primo Golden al Kennel Club USA con il nuovo nome, ovvero Golden Retriever: il cane, proveniente dall’allevamento Ottershaw nel Regno Unito, si chiamava Lomberdale Blondin e apparteneva a Mr Robert Appleton.

Nei primi anni ’30 il colonnello Samuel Mogoffin trasferì una linea dal Canada a Denver in Colorado, creando l’allevamento Rockhaven: qui allevò i famosi Veronica e Pluto (26 Maggio 1929), quest’ultimo poi soprannominato Speedwell Pluto, in quanto campione in Canada e primo campione di razza negli USA; Pluto divenne stallone e nella sua prole si affermarono vari altri campioni. Il colonnello selezionò molti di essi e ricevette numerosi premi, dando inizio alla formazione di vari allevamenti che favorirono la lenta diffusione del Golden negli USA e in Canada. I Golden negli USA diventeranno uno status symbol: infatti questa razza è oggi presente nelle case di molte famiglie medie americane.

Tuttavia bisogna attendere ancora parecchi anni per vedere il Golden ricevere il riconoscimento ufficiale: infatti solo nel 1960 la razza viene definitivamente riconosciuta dal Kennel Club inglese; 27 anni dopo arriva il riconoscimento da parte della Federazione Cinologica internazionale (FCI). Il Golden è incluso nel gruppo 8 ovvero nei cani da riporto, da cerca e da acqua.

La razza Golden ha avuto una buona diffusione anche nei paesi nordici, dove è stata creata una linea nordica. In Italia arriva nei primi anni ’80 grazie a due allevatrici una Statunitense di origine Italiana Colorado Fiorentini che ha creato la Linea Royal crest e una Svedese Carina Selberg col la linea Kukkola, altri allevamenti d’eccellenza si sono poi sviluppati col tempo.

Il Golden oggi ha raggiunto un’enorme popolarità, grazie anche alla sua bellezza e versatilità, essendo impiegato in tutti in quasi tutti campi cinofili (tranne la guardia): ulteriori requisiti di questa fantastica razza sono la grande affinità con l’uomo e un grande cuore; questo cuore che gli permette di fare bene qualunque cosa, dal momento che sua priorità è cercare di non deludere mai l’uomo (l’uomo, a sua volta, non dovrebbe mai deludere un Golden Retriever). Si potrebbe affermare, al di là dell’apparente contraddizione e senza cadere in errore, che i Golden siano quasi umani.

Sicuramente Lord Tweedmouth, insieme a tutti quelli che hanno dedicato tutta la propria vita alla razza, sarebbero molto orgogliosi di vedere ciò che il loro Golden Retriever è diventato oggi. A questi uomini e a queste donne va la nostra eterna e immensa riconoscenza.

 

Antonio Gabellone
Amministratore del sito